Dal bosco alla cabina: come il Digital Twin monitora la sicurezza degli impianti a fune

Qualche mese fa vi avevamo raccontato com'è nata l'idea del Digital Twin forestale di RUMA: la necessità di analizzare un bosco senza doverci essere fisicamente ogni volta, con la precisione che la gestione forestale richiede. Da allora abbiamo continuato a sviluppare lo strumento — e a testarlo sul campo in contesti sempre più concreti.

Oggi vi raccontiamo una di queste applicazioni: il monitoraggio della vegetazione lungo gli impianti a fune.

Il problema riscontrato

Un albero caduto su una fune. Una cabina bloccata a metà percorso. Sette feriti in Alto Adige, una seggiovia chiusa a New York, una cabinovia fermata a Carezza. Questi episodi — reali, documentati, avvenuti tra il 2023 e il 2025 — hanno un denominatore comune: la vegetazione che cresce intorno agli impianti non era stata monitorata in modo sistematico.

Al giorno d’oggi i controlli vengono eseguiti tradizionalmente : a piedi, visivamente, su richiesta. Quando il versante è ripido, la vegetazione fitta, o le condizioni meteo avverse, i rilievi diventano difficoltosi e a volte non sono proprio fattibili.

SylvaTwin: vedere ciò che l'occhio non riesce a raggiungere

La nostra proposta per superare questi ostacoli si chiama SylvaTwin, un gemello digitale pensato specificamente per le infrastrutture lineari: funivie, seggiovie, cabinovie.

Il principio è semplice: un drone equipaggiato con sensore LiDAR sorvola l'intero tracciato e acquisisce una nuvola di punti tridimensionale con precisione centimetrica. Un singolo volo è sufficiente a mappare l'intera linea, anche su versanti ripidi o in zone che un tecnico a piedi non riuscirebbe a raggiungere in sicurezza.

Il risultato non è una fotografia. È un modello digitale navigabile in cui ogni albero viene individuato, misurato e classificato per altezza, distanza dalla fune e potenziale interferenza. Gli alberi che superano la soglia di rischio vengono evidenziati attraverso un algoritmo, georeferenziati e inseriti in un report pronto per l'uso.

I tempi di rilievo si riducono del 50% rispetto ai metodi tradizionali. L'errore medio nella stima delle distanze è nell'ordine del centimetro.

Il caso studio: rilievo per Trentino Sviluppo

A maggio 2026 abbiamo applicato questa metodologia a un impianto a fune gestito da Trentino Sviluppo, nell'ambito di un progetto pilota in Trentino.

Il lavoro si è articolato in quattro fasi.

Prima abbiamo posizionato i punti di controllo a terra — marker georeferenziati con GPS — lungo tutto il tracciato. Questo passaggio garantisce che la nuvola di punti acquisita dal drone sia ancorata con precisione al sistema di coordinate reali, e che i dati siano comparabili nel tempo a distanza di mesi o anni.

Poi il drone ha effettuato il volo LiDAR, acquisendo milioni di punti su tutto il corridoio della fune. Dall'elaborazione è emersa una nuvola di punti che è stata normalizzata e colorata per classi di altezza.

Nella terza fase abbiamo estratto la posizione degli alberi a rischio interferenza — quelli la cui altezza e posizione li rendono potenzialmente pericolosi in caso di caduta o oscillazione sotto carico nevoso o vento, per individuarli abbiamo utilizzato un algoritmo che ha tenuto conto di altezza, distanza dalla fune (calcolata tenendo conto di un buffer di oscillazione della stessa) e pendenza.

L’ultima fase ha restituito la visualizzazione tridimensionale completa dell'impianto: un modello navigabile che ogni gestore possa consultare, condividere con i tecnici di sicurezza e archiviare come documentazione ufficiale.

Perché questo conta, al di là della sicurezza

Un blocco su un singolo impianto comporta una perdita diretta che supera le decine di migliaia di euro al giorno in mancato guadagno. A questa si aggiungono i costi di ispezione tecnica obbligatoria, la possibile perizia legale, la riparazione strutturale — e, soprattutto, il danno reputazionale verso gli utenti dell’impianto, che non tornano nelle destinazioni associate a incidenti.

Il monitoraggio della vegetazione non è quindi solo un obbligo normativo. È un investimento a lunga durata per il futuro dei propri impianti.

I prossimi passi

Stiamo ampliando il progetto ad altre strutture funiviarie in Trentino e nelle regioni alpine. Se siete interessati a saperne di più non esitate a contattarci e saremo felici di rispondere alle curiosità sul progetto o a confrontarci su possibili sviluppi futuri.

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